ripeto: lo pensavo, ma spesso ero assalito dai dubbi.
Non che sia monarchico o dittatoriale (comunista o fascista, poco importa), ma per la fiducia "logica" che sembra di poter avere per questa forma di governo (democratico appunto), con fatica credevo a me stesso quando mi trovavo a sostenere la legittimità della giustizia personale.
Infatti, a chi sostiene la legittimità della pena di morte per i delitti + abbietti (tra cui qualsiasi forma di violenza su donne e minori), ho sempre risposto, che mai in casi del genere che mi coinvolgessero personalmente avrei potuto accettare il giudizio di uno stato "democratico".
In casi del genere ancora adesso credo in una forma di giustizia personale.
E da padre posso confermare, che in un caso del genere non potrei fare altro che prendermi la mia giustizia, senza intermediari, ed in piena consapevolezza. Non si tratta di una regressione alla giustizia tribale, si tratta dell'insopprimibile necessità di essere in prima persona davanti alla "storia" personale o meno, senza alcuno stato, che incurante della propria decadenza, si ostina a non educare i propri cittadini, e consente che questa discesa senza fine verso l'inciviltà diventi una regola di vita.
13 maggio, 2008
12 maggio, 2008
di ritorno...
da dove chiedete?
Direi da una camminata dentro di me. Ma penso di essere solo a metà del percorso, e non mi dispiace.
Camminare per capire, nel silenzio dei propri passi, la strada che sto percorrendo.
Professionalmente sono prossimo a salutare gli ultimi 2.5 anni, che non ricorderò con nostalgia, ma con un sincero ringraziamento ad una coppia di amici, che mi hanno dato quest'opportunità.
E' stata una utile opportunità, che mi ha dato modo di capire come tanta "bassa" italianità sia fondata su una sostanziale falsità che ricorda da vicino una certa "cosa nostra".
Forse tra qualche mese ci tornerò sopra, nel frattempo, per fortuna ho ri-scoperto loro:
Direi da una camminata dentro di me. Ma penso di essere solo a metà del percorso, e non mi dispiace.
Camminare per capire, nel silenzio dei propri passi, la strada che sto percorrendo.
Professionalmente sono prossimo a salutare gli ultimi 2.5 anni, che non ricorderò con nostalgia, ma con un sincero ringraziamento ad una coppia di amici, che mi hanno dato quest'opportunità.
E' stata una utile opportunità, che mi ha dato modo di capire come tanta "bassa" italianità sia fondata su una sostanziale falsità che ricorda da vicino una certa "cosa nostra".
Forse tra qualche mese ci tornerò sopra, nel frattempo, per fortuna ho ri-scoperto loro:
Iscriviti a:
Post (Atom)