23 gennaio, 2009

Esemplare

Lessi Gomorra nell'estate 2006, appena uscito, grazie a Nandropausa, ma per scelta non ho ancora visto il relativo film. Da allora considero Saviano un eroe civile (non sono l'unico.... cercate su google...).
L'altro eroe civile nella mia personale sfera politica, è il mio concittadino Beppino Englaro.
Quando il sabato vado a pranzo dai miei, vedo dalla finestra del salotto, la finestrella che cela Eluana, ed inevitabilmente mi sono convinto della vita vegetale che la ragazza, ormai donna, sta conducendo. Da anni, prima dei clamori mediatici, conoscevo la determinazione civile del padre, e oltre a conviderne la posizione, mi ha suggerito un'analogia.
La sua battaglia civile, ormai vinta, rappresenta il grimaldello che forzerà la morale comune (e dunque cattolica) a riconoscere il primato del Diritto, sulle convinzioni religiose, e non oggi, non domani, e comunque in tempi lunghi contribuirà a disgregare un'altra delle questioni che la Chiesa si arroga il diritto di disciplinare.

La contraccezione e il diritto all'aborto hanno tolto alla Chiesa l'autorità sulla sessualità, la fecondazione artificiale (in tutte le sue forme) le stà togliendo il diritto di legiferare sulla nascita, e Beppino Englaro le sta togliendo l'ultima parola sulla morte.

Insomma io ringrazio pubblicamente Beppino Englaro per quello che sta facendo, senza avere la presunzione di capirne il relativo dolore.

Perchè citavo Saviano in incipit?
Semplicemente perchè stamattina su Repubblica leggevo:

"Immagino che Beppino Englaro, guardando la sua Eluana, sappia che il dolore di sua figlia è il dolore di ogni singolo individuo che lotta per l'affermazione dei propri diritti. Se avesse agito in silenzio, trovando scorciatoie a lui sarebbe rimasto forse solo il suo dolore. Rivolgendosi al diritto, combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, chiedendo che la sentenza della Suprema Corte sia rispettata, ha fatto sì, invece, che il dolore per una figlia in coma da 17 anni, smettesse di essere un dolore privato e diventasse anche il mio, il nostro, dolore. Ha fatto riscoprire una delle meraviglie dimenticate del principio democratico, l'empatia. Quando il dolore di uno è il dolore di tutti. E così il diritto di uno diviene il diritto di tutti."

Esemplare, appunto.

15 gennaio, 2009

un giochino con il nokia e90...

nel decennale della scomparsa di De Andrè, mi è capitato di leggere Assante, che citava a ragione i tre fondamentali dischi di Fabrizio: Creuza de mà, Le nuvole ed Anime Salve.
sta di fatto che domani me li voglio ascoltare verso il lavoro... Cosa faccio?
Collego e90 all'htpc (gentoo linux), che monta la sd da 8giga del telefono come /media/sdb (grazie ivman), sul telefono avvio Putty che fà ssh via wifi con htpc. Dalla shell mi metto nel volume gestito da autofs, che sta sul nas, e contiene la musica backuppata in digitale. Da lì un bel cp -R delle directory necessarie sulla SD ....
A chi serve nokia pc suite?

16 settembre, 2008

Terrorismo "Made in Israel"

Un titolo interessante per un post, vero?
Anche un po' provocatorio forse, ma come sempre ogni provocazione ha un fondo di verità, questa volta testimoniato dagli eroi del Free Gaza Movement, e portato a mia conoscenza da una persona, che vive poco lontano da casa mia, e che seguo elettronicamente da circa un anno.

La sostanza: il Free Gaza Movement, è un'azione spettacolare organizzata da un eterogeneo nucleo di persone che intende far valere i diritti del popolo palestinese. Diritti sanciti da accordi internazionali in tempi recenti ( Accordi di Oslo (1993) "), ma regolarmente violati con quello che viene definito l'Assedio di Gaza.
Ho usato intenzionalmente il termine bellico "assedio", perchè ciò che sta facendo Isreaele nei confronti dei Palestinesi della striscia di Gaza è un'azione di guerra tesa ad affamare e distruggere un popolo, che nel 1948, "autorizzato" da Stati Uniti e Gran Bretagna, ha iniziato la politica di occupazione della Palestina, e che sta cercando di condurre a termine la propria azione di pulizia etnica, con questi metodi pseudo-democratici.
Infatti, anche se formalmente Israele non sta più controllando l'accesso a Gaza, in pratica esercita un embargo che loro stessi hanno deciso e messo in atto, in barba alle più comuni norme del diritto internazionale. Tanto per darvi un'idea: a gaza non possono entrare carburanti di qualsiasi genere.

Gli accordi di Oslo sopra citati consentono in particolare la pesca nel mare prospiciente la striscia di Gaza entro le 20 miglia, mentre un successivo accordo tra Nazioni Unite e Israele (accordo Bertini) ha portato il limite alle 12 miglia.
Di fatto Israele apre il fuoco sulle imbarcazioni che superano le tre miglia, avendo ottenuto il risultato di ridurre il pescato annuale a poco più di 500 tonnellate, contro le oltre 3000 tonnellate degli anni '90. Tutto questo in un paese sottoposto ad embargo "de facto" e sostanzialmente affamato.
Informazioni di prima mano le trovate su Current TV .

Nel video qua sotto vedete cosa vuole dire il terrorismo israeliano, e per fortuna c'erano gli osservatori internazionali del Free Gaza Movement...


Quà invece trovate il blog di Vittorio Arrigoni. Vi suggerisco di metterlo nel vostro aggregatore, per ricordarci sempre di:

Restare umani

15 settembre, 2008

mail che fanno male

letta su www.alfonsofuggetta.org, il post originale della mamma è su:

Mail che fanno male

Aggiungo due righe di mio: da padre, oltre a tutto quello che ha fatto e sta facendo la madre (e suggerisco a chiunque legga questo post di fare altrettanto), io penso che avrei steso la coppia di "fotografi".
Non sono esattamente un violento, anzi proprio il contrario, ma vedere e sentire sulla propria pelle l'umiliazione inflitta a qualsiasi essere umano, mi fà sempre tornare in mente una frase, letta non sò dove, o forse semplicemente pensata in qualche momento particolarmente nero:

"I tuoi diritti te li devi prendere, non solo farteli riconoscere"


Segue il testo della mail:

Email che fanno male.

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

10 settembre, 2008

Profilo energetico computazionale - 1° puntata

Dopo aver un po' aggiustato il layout del blog, aver letto mail di amici/colleghi che mi chiedono di fargli avere il mio CV, per nuove posizioni che si sono rese disponibili presso il loro attuale posto di lavoro (potenza di internet, o potenza di relazioni umane molto "piane" e dirette?), ho iniziato a fare qualche riflessione sul mio profilo energetico computazionale.

Dopo anni di accumulazione tecnologica mi trovo la casa abbastanza "piena" di tecnologia "seria" cioè poco o nulla di tecnologia consumer, ma molto hardware di una certa consistenza.
Per dare un'idea dell'attuale (critica) situazione, sulla scrivania mi trovo:
  • un laptop
  • due monitor SGI flat
  • due diffusori Mordaunt Short,
  • Ampli Sony che risiede on-top la cassettiera,
  • una scheda audio esterna USB della m-audio (sono audiofilo... perdonatemi), che sta anch'essa sulla cassettiera
  • Proseguo con la stampante wifi/bluetooth/ethernet HP (ho resistito quasi 5 anni prima di prendermi una stampante, ma dopo aver ceduto a Ci, ho preso questo piccolo mostro HP, che tra l'altro gira perfettamente con Linux...)
  • una videocamera collegata alla stampante via Pictbridge
  • un paio di cellulari
  • una penna digitale,
  • una tavoletta grafica,
  • a sinistra, appoggiato a terra la "belva" un quadriprocessore Opteron, in architettura scsi dedicato al video-editing ed in generale al multimedia,
  • sulla mensola oltre alle foto di mia figlia, trovo un altro laptop (dedicato a Microsoft e dunque sempre spento...), 3 dischi SCSI a 15000 giri, due cassetti estraibili per dischi ide.
  • Infine, per il networking troviamo:
  • l'HAG Fastweb,
  • un firewall-router (sapete meglio separarsi fisicamente dal network di Fastweb...),
  • uno switch a 4-porte gigabit, che riceve il segnale dal router e lo distribuisce alla "bestia" al laptop, alla rete cablata gigabit che vaga per casa....
E con questo ho finito la sezione scrivania!

In sala troviamo il mobile TV con:
  • TV LCD 40 Pollici Full HD
  • Ricevitore Sky HD, collegato al LCD
  • HTPC (costruito per consumare poco...), collegato in HDMI al LCD
  • Amplificatore circa 200w su due canali, collegato ad HTPC e Slimdevice, in analogico
  • Switch Gigabit 8 porte (portante, HTPC, NAS, AP, Slimdevice)
  • Slimdevice (chicca x audiofili)
  • Access Point Wifi
  • NAS da circa 3 TB
  • Una cuffia stereo
  • l'ASUS EEEPC di Ci
Infine nell'armadio, o meglio nel ripostiglio, troviamo un dual-processor Opteron, che mi aiuta sia nei rendering video più pesanti, che come storage aggiuntivo per i backup imperdibili (e dunque ridondante rispetto al NAS), collegato in ethernet gigabit al resto della casa.

Una nota doverosa: tutto questo gira su sistemi aperti, ovvero Open Source, ovvero Linux!

Da un punto di vista funzionale posso dire di essere in una sorta di nirvana tecnologico, forse mi mancano solo un paio di ip-camera (una per monitorare lo stato delle mie piante sul balcone) ed un'altra per le video-conferenze sulla TV (o meglio chiacchierate!) con Ci e mia figlia, via skype, quando sono in giro per lavoro...

Mi sono reso conto scrivendo che è opportuno fare un bel diagramma di networking/elettrico per rappresentare tutto questo...

segue...

09 settembre, 2008

Pietro Calamandrei agli studenti milanesi nel 1955

Volevo scrivere di altro, ma oggi questo discorso di Calamandrei, mi ha ridato un po' di fiducia.


"La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…
E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione."

05 settembre, 2008

Silenzio Elettrico



Che meraviglia il silenzio elettrico!
Cinque ore di distacco dalla corrente elettrica mi hanno regalato un'emozione antica, dove sole le voci delle persone, ed il leggero vento di questo inizio di Settembre, riescono a raggiungerti, e a stupirti della chiarezza non contaminata di questi suoni.
Nessun ronzio di frigiorifero, nessuna ventola di raffreddamento dei computer accuratamente distribuiti in casa, nessun leggero ronzio di alimentatori, o di switch ad incrinare il silenzio.

Anche il forno sotto casa oggi non funziona (dunque niente profumi di torte, focaccia e pane .... sigh), ma le brioches le hanno già preparate di prima mattina; ed ho sentito che le preparavano...

Mi assale la voglia di leggere sdraiato in poltrona, di oziare pensando.
Insomma oggi ho voglia di vivere come avrebbe passato una delle sue giornate Goethe, durante il soggiorno in Brianza, in quel maggio del 1778, sulla strada del ritorno a Weimar.
Come sarà stato vivere in quel periodo?
Prima della rivoluzione industriale, prima del positivismo portatore di quella modernità, che ha portato certamente benessere, ma anche l'oscenità del XX secolo?
Qualcosa lo abbiamo davvero perso durante il percorso di questi ultimi 200-250 anni. Abbiamo perso il legame "forte" con la terra che ci ha generati, e dunque la capacità di riconoscerla entro gli schemi della modernità.
Sapete da cosa noto questo distacco?
Vedo questo allontanamento nel modo in cui sono trattati i giardini ed i balconi delle città che ancora vogliono portare un po' di natura nel loro grigiore.

Vedo balconi "desertificati", giardini disegnati come se si trattasse di arredamento d'interni, omologazione delle specie coltivate, ignoranza delle basi della coltivazione, presunzione di poter coltivare in ombra specie amanti del sole, e vedo la dilagante dichiarazione di "non avere il pollice verde" come scusa per non avere in balcone/giardino un po' di verde.

Insomma queste cinque ore mi hanno dato un po' di suggestioni alla Thoreau, ho sperato di tornare un Walden troglodita (citazione di wu ming 2, Guerra agli umani)...